venerdì 1 agosto 2008

La Fisica in Cucina


RECENSIONE:

Invito quanti si aspettavano formule segrete per migliorare le proprie doti di cuoco, o le ricette stravaganti della cucina molecolare, a leggere sull’argomento la coinvolgente introduzione di Hervé This o il manuale di Harold McGee (link alla voce "Gastronomia molecolare" di wikipedia), perchè la conferenza del Professor Attilio Rigamonti si è più che altro concentrata su un’indagine del cibo attraverso la Fisica, e il cibo è stato introdotto come strumento educativo, piuttosto che come il fine delle sue dotte dissertazioni.
Il professore dell’Ateneo pavese ha fantasticato sui piaceri del palato stupendoci comunque con quel suo pacato atteggiamento da letterato e insieme da genietto matematico che lo contraddistinguono.

La prima parte della serata era incentrata sui temi del suo ultimo libro "Magico Caleidoscopio della Fisica", scritto a quattro mani con il collega Andrei Varlamov, in cui si spiega, ad esempio, come il moto tortuoso dei fiumi in pianura abbia le sue ragioni nella rotazione terrestre. Rigamonti ha spiegato poi che gli spaghetti si spaccano in almeno 3 parti (ma noi lo abbiamo boicottato: i nostri, forse perchè un po’ umidi, si sono spezzati sempre in due) per entrare successivamente in tema etilico: dalla vodka e le strabilianti proprietà datele dalla gradazione 40% , fino al vino, chiaramente la sua bevanda alcolica favorita.
Memorabile il modo in cui, con dotte citazioni, il professore si è lanciato in un discorso sulle origini del vino, partendo dalle leggende mediorientali, che lo vogliono come antidoto alla tristezza di una regina, all'uso nei riti cristiani.
Il clou si è raggiunto quando il professore ha descritto con grafici e formule come si possa calcolare in 0.77 il numero esatto di bottiglie di vino rosso (tra le varietà ricche di polifenoli e flavonoidi, come il Borgogna e i rossi piemontesi e toscani) che sono necessarie a massimizzare l'effetto benefico per la circolazione mantenendo però sotto controllo i problemi al fegato.
Unica nota negativa, le troppe formule ed i pochi aneddoti che hanno reso la trattazione a tratti poco fruibile al pubblico neofita. Peccato anche per la mancanza, giustificata, del fisico russo Andrei Varlamov, costretto a casa da un lutto familiare.

La conferenza si è conclusa in concretezza e bellezza con una dimostrazione di come si possa preparare un ottimo gelato alla vaniglia senza alcuna gelatiera, grazie a un dewar [apposito contenitore N.d.R] di azoto liquido, gelato che, naturalmente, è stato poi offerto a tutti i presenti.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

PECCATO CHE L'AZOTO COSTA UN PATRIMONIO!! ALTRIMENTI CHI NON AVREBBE NELLA PROPRIA CUCINA UN IMPIANTO CON AZOTO LIQUIDO PER FARSI UN BEL GELATO ISTANTANEO!!! trendy!!!

Anonimo ha detto...

ciao anonimo, sei un passo avanti a tutti...io con l'azoto mi lavo i denti ahahahah!!!!
chi non ne ha una damigiana in cantina?!?!?!?
ti consiglio l'annata 85...gusto forte e colore rubino!!