lunedì 28 settembre 2009

Prede o Ragni: viaggio nella Complessità, con Luca Comello


Did You Know? - Click here for more amazing videos

"Viviamo in un tempo esponenziale" è il messaggio di questo video con cui Luca Comello ha aperto la serata. Non c'è scampo: il mondo sta evolvendo ad una velocità sempre crescente grazie all'aumentare delle connessioni tra i singoli elementi che lo compongono. L'umanità può dunque essere vista come un super-cervello la cui intelligenza cresce in virtù dell'aumento delle proprie sinapsi. Il messaggio è straordinario e terrificante nello stesso tempo: come potremo infatti comprendere e gestire una tale complessità alla rapidità con cui sta aumentando?

Il primo passo è cercare di affrontare un cambiamento culturale: è un cambio di prospettiva sul mondo e per i Managers un modo diverso di guardare alla propria organizzazione.
Dalla Teoria della Complessità infatti i Managers possono trarre utili insegnamenti; per esempio che è importante imparare a far convivere concetti apparentemente inconciliabili come efficienza e flessibilità, controllo e auto-organizzazione, riduzione dei costi e ridondanza, approccio analitico e approccio sistemico, ordine e disordine alla costante ricerca di un equilibrio dinamico, in un processo evolutivo in cui sempre più frequentemente si succedono periodi di discontinuità (cambiamenti) e in cui sempre più brevi sono i periodi di stabilità.

Per conoscere meglio la complessità e soprattutto per non averne paura, vi consiglio di leggere i libri di Comello - De Toni: 'Viaggio nella complessità' More about Viaggio nella complessità e naturalmente 'Prede o Ragni'

Link ad un commento del relatore.

MB

mercoledì 29 luglio 2009

Arrivederci a settembre!


Anche quest'anno molti di noi sono giunti in prossimità delle agognate ferie...

Auguro a tutti giorni sereni e riposanti e un rientro con le batterie full.

Vi aspetto di nuovo a settembre: non perdetevi l'appuntamento con Luca Comello e il suo affascinante viaggio nella Complessità!!

: )
Marta


lunedì 13 luglio 2009

La responsabilità sociale d'Impresa tra Etica e Spiritualità, con Giuseppe Robiati




Un breve excursus sulla serata, tratto dal reportage di Luciana Zanon per la rivista 7Th Floor:


“Un’azienda è come un figlio: non puoi amarlo avendo in mente il risultato che vuoi raggiungere con lui. Se lo ami in modo incondizionato, facendo tutto il meglio per lui, sicuramente arriveranno dei buoni risultati, non necessariamente quelli che avevi in mente tu.” Comincia così l’incontro con Marta Brioschi, imprenditrice e HR manager in Fandis, un’azienda tutta italiana (e che vuole continuare ad esserlo), specializzata nel settore della ricerca, progettazione e realizzazione di soluzioni tecnologiche.
“Come imprenditrice do per scontato che devo creare profitto: un’azienda senza profitto, come un bambino senza cibo, non può né sopravvivere né crescere. Ma quello che non è così scontato, e che fa la differenza, è il modo con cui raggiungo questo profitto. Noi ci preoccupiamo di fare le cose bene, dando il meglio di noi stessi e rispettando tutte le persone: io sono certa che questo porterà dei buoni risultati anche e soprattutto, in questo difficile momento di mercato”.

Marta, dopo aver letto qualche tempo fa su 7th floor l’intervista a Beppe Robiati, Impresa e Spiritualità, lo contatta per invitarlo come relatore al ciclo di conferenze di Fandis. Organizza quindi il 9 luglio un incontro aperto a imprenditori, manager e alla comunità locale per parlare di responsabiltà sociale d’impresa. Ovviamente ci vado anch’io e lei mi accoglie nella bella sede di Fandis a Borgo Ticino, con queste parole, una traduzione pratica del concetto di Corporate Social Responsability di cui parlerà Beppe durante l’incontro.

Beppe: la definizione classica di impresa ancora oggi contempla come suo scopo principale il profitto. E chiaro che gli imprenditori nati con questa impostazione usano il mercato in modo predatorio, esclusivamente come canale per fare profitto. Fino a ieri nessuno, al riparo da questo concetto, metteva in discussione che solo una piccola parte dell’umanità gestisse la maggioranza delle risorse del pianeta. Questo ha reso possibile la creazione di una grande ricchezza, purtroppo però condivisa solo da pochi. Ha permesso, e ancora continua a permettere, che bambini venissero utilizzati nelle fabbriche, anche al di sotto dei 14 anni. E che quando si rompevano, esattamente come dei pezzi di ricambio, fossero sostituiti.
M. “Per me parlare di etica a chi ha sempre concepito l’azienda solo come strumento di monetizzazione è molto difficile, ed è molto difficile anche far capire che l’etica sul lungo periodo paga. D’altro canto a me è impossibile capire la logica del solo profitto: fin da bambina in casa mia sentivo da mio nonno, che era un collaboratore di Olivetti, e da mio padre che prima di fondare la sua impresa ha avuto come mentore Mattei, i racconti di questi grandi uomini. È chiaro che per me etica ed impresa sono due parole inscindibili.”

B. Da alcuni anni tuttavia alcuni imprenditori ed economisti, si stanno chiedendo qual è l’influenza dell’impresa nel contesto sociale e nell’ambiente. La definizione si sta trasformando e lo scopo dell’impresa sta diventando molteplice: non è più il solo profitto, ma anche l’attenzione all’ambiente, ai dipendenti, ai clienti, ai fornitori, alla società civile. Insomma le persone hanno le stessa importanza del profitto.
M. “La nostra forza, anche in questo difficile momento, è la qualità delle relazioni e la sinergia che abbiamo costruito con le persone con cui lavoriamo. Ad esempio i nostri clienti e fornitori: se un nostro cliente sta passando un momento difficile e non ci può pagare, possiamo sostenerlo e a nostra volta contare sulla dilazione che ci concederà il nostro fornitore. La fiducia e il sostegno reciproco che si sono creati con anni di relazioni rispettose sono realmente una forza su cui poter contare.

B. E le persone sono anime. Oltre al corpo e all’intelletto (le due parti che maggiormente interessano le imprese orientate al profitto) le persone possiedono emozioni, volontà e talenti. Vuol dire che non si può pensare che le persone non portino al lavoro le loro preoccupazioni, le paure per il futuro, i loro dolori familiari. Ma anche la creatività, i desideri e le speranze e il loro modo di intendere il mondo. Se l’impresa non considera l’individuo nella sua totalità creerà soltanto persone frustrate, che non vedono l’ora di timbrare il cartellino e andarsene a casa, lasciando in azienda il minimo indispensabile delle loro capacità.
In un mondo che diventa sempre più globale la capacità di sintonizzarsi sui diversi bisogni si deve sviluppare sempre di più. Nella nostra azienda, soprattutto in nord Italia, gli operai arrivano da tutte le parti del mondo, il rischio di conflitti fra culture diverse è molto elevato. Ma da noi ogni cultura deve essere rispettata e così, ad esempio, con la consultazione di tutti, abbiamo organizzato la mensa multietnica, dove le donne indù hanno portato le loro ricette vegetariane, i mussulmani ci hanno informati delle loro regole e così via. Ed ognuno, stranieri ed italiani, trovano un pezzetto della loro cultura anche in mensa. Oppure, su richiesta di alcuni mussulmani, abbiamo costruito una sala di preghiera che, con una piccola variazione organizzativa, permetta loro di rispettare i precetti della religione islamica sulla preghiera.
M. “In questo momento di crisi, le persone sono preoccupate e hanno bisogno di sapere quali sono i progetti dell’azienda per il futuro, che cosa intendiamo fare. Il messaggio che cerchiamo di trasmettere è di speranza: noi non possiamo controllare gli eventi esterni, ma possiamo continuare, così come abbiamo sempre fatto, a prepararci e, con l’aiuto di tutti, a fare del nostro meglio. Il mondo ha davanti anni difficili, ma noi non avremo paura, perché Fandis si sta preparando per quelli che verranno poi.”.

B. E soprattutto nessuno può vivere senza amare e senza essere amato. Così come ognuno ha la necessità di sentirsi parte di un’unità. Questo è valido nella vita privata, ma è altrettanto valido anche al lavoro.
M. Il mio intento, come imprenditrice e HR manager, è quello di trasformare l’azienda da luogo di lavoro dove si contrappongono interessi divergenti, in una comunità con delle finalità e un sistema valoriale condivisi, dove il profitto sia considerato un mezzo e non un fine e le persone si sentano realmente partecipi di un progetto in cui riconoscersi.

Dopo il dibattito molte domande, molte richieste, molte speranze, a volte un pizzico di pessimismo che fa chiedere - ma quanto tempo ci vorrà per vedere realizzati i principi del Corporate Social Responsability? -
Beppe: ci vuole tempo, pazienza, coraggio e soprattutto l’impegno di tutti, come imprenditori, come manager e come collaboratori. Insomma come persone.

LZ

Luciana Zanon vive e lavora a Milano come consulente di counseling, coaching, formazione e out door. Opera in azienda su temi come comunicazione, leadership, conflitto, cambiamento, stress, team work. Progetta seminari e percorsi di coaching integrando aspetti cognitivi, emotivi e, grazie alle arti marziali orientali, sensoriali. http://www.lucianazanon.it/

Per approfondimenti sul tema clicca qui

La scienza di Pinocchio, con Silvano Fuso


È vero che i miracoli sfuggono a qualsiasi spiegazione scientifica? Vi sono prove dell’esistenza dello Yeti e degli alieni? Atlantide è mai esistita? È vero che lo sbarco sulla Luna e l’attentato dell’11 settembre furono una messa in scena degli americani? Il codice da Vinci svela davvero verità nascoste? Le medicine alternative sono efficaci? L’elettrosmog, gli OGM e il nucleare sono davvero pericolosi? Fusione fredda e idrogeno risolveranno i nostri problemi energetici?
Queste sono solo alcune delle numerose domande alle quali il relatore Silvano Fuso, autore dell’omonimo libro “Pinocchio e la scienza”, cerca di rispondere.

Il libro, che consiglio a tutti, ci insegna che molte delle informazioni che riceviamo quotidianamente dovrebbero essere filtrate e analizzate con una propria capacità di analisi e alla luce di comprovate conoscenze scientifiche: troppe sono infatti le illusioni e gli inganni che spesso, purtroppo, anche i media spacciano per verità incontrovertibili.
Il messaggio forte che è dunque emerso dalla discussione è quello di dotarsi di un’arma di difesa intellettuale contro le bufale scientifiche, non dando mai nulla per scontato e sottoponendo dati e informazioni al vaglio della razionalità e del senso critico.
ST

martedì 7 luglio 2009

Calendario 2009 - 2° semestre


Luglio 9 (Categoria: Conferenza)
Tema: Società
Titolo: La responsabilità sociale d'impresa tra Etica e Spiritualità
Relatore: Giuseppe Robiati - Presidente dell'ass. No profit EBBF

Settembre 25 (Categoria: Conferenza) *
Tema: Sociologia delle Organizzazioni
Titolo: Prede e Ragni: viaggio nella Complessità.
Relatore: Luca Comello - co-autore dell'omonimo libro.

Ottobre 8 (Categoria: Conferenza)
Tema: Economia
Titolo: L'eredità del Rinascimento: quale lezione per l'attuale congiuntura.
Relatore: Prof. Franco Rebuffo - Presidente di Alétheia

Ottobre 29 (Categoria: Conferenza spettacolo)
Tema: Letteratura
Titolo: Edgar Allan Poe. La Vertigine Perfetta
Relatore: Raul Montanari - Scrittore

Novembre 12 (Categoria: Conferenza)
Tema: Storia
Titolo: Fra' Dolcino: un eretico medievale e la setta degli Apostolici nella Valsesia del XIV secolo.
Relatore: Alberto Temporelli - studioso di storia religiosa e artistica locale.


* Per motivi organizzativi, questa conferenza avrà luogo di venerdì.
...

venerdì 29 maggio 2009

Felicità e Lavoro, con Alberto Peretti


Vi invito a leggere i contenuti e a seguire il dibattito già avviato cliccando QUI.


Sullo stesso tema e dello stesso autore, si consiglia poi il 'Manifesto per un'economia e un lavoro eudamonici' apparso sul n° 9 della rivista on line MA edita dalla Fabbrica Filosofica.



MB

martedì 26 maggio 2009

I Nativi Americani e la cultura sciamanica, con Marco Massignan


"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
In poche righe, tratte dal discorso di capo Seattle del 1850, è racchiusa la sapienza dei nativi americani, una cultura fatta di riti, credenze ed esperienza, da tramandare esattamente come il nome del clan di appartenenza, come l'arte della caccia al bufalo, fonte di sostentamento e protagonista di antichi riti. L'uomo, come i quattro elementi, è parte di un tutto che è Madre Terra; colei che dà la vita, la grande madre da rispettare, conoscere e venerare.

Abbiamo compiuto un viaggio magico, a cavallo di secoli e attraverso terre incontaminate, patria di tribù eterogenee ma legate dal profondo rapporto con la Natura, vista come insieme di elementi e fonte di vita. Abbiamo cercato di comprendere il significato di usanze e credenze ormai stereotipate e decontestualizzate, come la danza del sole, l'attribuzione di un nome Totem e il sapiente utilizzo di erbe curative e pratiche sciamaniche. Uno stimolo a ricercare il vero significato di gesti che purtroppo vanno perdendosi a causa di una cruenta repressione e di un processo di "occidentalizzazione forzata", che sono nati con la corsa all'oro nel mitico "far west".

Marco Massignan ha portato in Fandis la sua esperienza di studioso e conoscitore della cultura dei Nativi, raccontandoci di un mondo ormai lontano, riportandoci frammenti di storia e storie di una popolazione che ha avuto modo di incontrare durante i suoi viaggi e che quotidianamente mette a disposizione attraverso libri, corsi, conferenze e seminari.
Per chi volesse approfondire la tematica, molto materiale è reperibile sul sito http://www.marcomassignan.org/
Guardate anche l' ntervista a Marco Massignan realizzata al Convegno "La via della guarigione - Sapienza sciamanica e medicina moderna" organizzato dall’Associazione Culturale “Le vie dell’Anima", Milano Hotel Michelangelo, 8 giugno 2008
FC