martedì 17 marzo 2009

Le dinamiche della crisi di coppia, con la Dottoressa Lucia Portella


La coppia e’ un sistema complesso formato da due individui che hanno una propria identita’, parentela, professione, proprie amicizie, abitudini e che vengono influenzati dall’ambiente circostante.
Non c’e’ una causa in particolare che scatena una crisi e non c’e nemmeno un momento preciso in cui ciò si verifica, a volte capita e basta.

Come ci ha illustrato nel corso della conferenza la Dott.ssa Lucia Portella, spesso si arriva a una crisi, a una rottura, a un tradimento senza conoscerne bene il motivo.
La crisi non è tuttavia mai determinata da un solo evento, bensì da una combinazione di fattori che, nel corso del tempo, portano alla luce una serie di problematiche e spingono spesso le persone a rivolgersi a un professionista competente per far luce sulle possibili cause.
In molti casi la crisi viene scatenata da un cambiamento nella vita di uno o di entrambi gli individui che compongono la coppia. Il cambio di lavoro o una promozione, la maternita’, la decisione di vivere insieme e prendere consapevolezza delle abitudini e dei difetti dell’altro possono essere infatti delle cause scatenanti.

Non esiste una vera e propria regola per evitare la crisi [anzi, spesso non è affatto bene prevenirla. La crisi è infatti un processo naturale di evoluzione della coppia e come tale rappresenta un'opportunità, se ben gestita, più che un pericolo! N.d.R], ma si possono seguire alcuni principi fondamentali per far si’ che questa si risolva. Ad esempio mantenere e rispettare le diversita’ dell’altro componente della coppia, accettare i momenti di successo dell’altro, aprirsi al contesto esterno e non chiudersi in un mondo a “due”, conoscere e frequentare i colleghi dell’altro e in generale cercare di essere partecipe e informato sulla sua vita lavorativa e ancora, manifestare disponibilità ad accettare reciprocamente i cambiamenti che necessariamente si succedono nelle diverse fasi della vita di coppia.

SS

giovedì 5 marzo 2009

Siamo in Onda!

In collaborazione con la trasmissione 'Siamo in Onda', su Puntoradio ogni sabato sera a partire dalle ore 21.00, renderemo accessibile al pubblico radiofonico i temi delle nostre conferenze attraverso delle brevi interviste ai relatori.

Si parte sabato 7 marzo con una telefonata a Marco Vasta, che ci svelerà alcune curiosità sul Tibet, oggetto della serata di giovedì 12. Siete tutti invitati nel salotto radiofonico di Puntoradio che potrete ascoltare in Internet, oppure in FM (Piemonte e Lombardia: 93.5 - 96.00/ 96.3).

Siamo in Onda è un talk show dall'atmosfera rilassata e i ritmi lenti. Qui le parole hanno modo di vibrare nell'aria, sedimentare, far riflettere e strappare un sorriso. Si respira il calore di un gruppo di amici che condividono il piacere di raccontare .
Il territorio è il legante naturale della serata. L'epicentro è la zona tra i laghi Maggiore e d'Orta.
E poi c'è la musica. Canzoni, spesso ripescate tra le nebbie dei ricordi. Ma non solo.
Nel sabato sera di Puntoradio c'è soprattutto musica Live e le performances di tanti talenti emergenti.

domenica 25 gennaio 2009

Per la giornata della Memoria: Shoah We-Shoah

Conferenza musicale di e con Matteo Corradini. Musice originali di John Belpaese

Questa conferenza è veramente difficile da raccontare ed ogni tentativo ne rovinerebbe la magia.
Tutto è iniziato proprio con una parola magica: Abracadabra, che in ebraico significa 'creo mentre parlo' . Impossibile creare però le stesse suggestioni senza le immagini e le musiche scelte per l'occasione, perciò vi invito, lettori, a richiederci (gratuitamente) il DVD della serata, contattando conferenceroom@fandis.it oppure telefonando: 0321 963232.

Lo sapevate che anche Bugs Bunny ha contribuito alla campagna bellica? Sapevate che nei lager si batteva moneta? Sapete cosa aveva di speciale il campo di Theresienstadt? Il viaggio nella Shoah è stato solo accennato, poco più di un battito d'ali attraverso queste ed altre piccole curiosità, luoghi e persone, ma per una volta abbiamo potuto raccoglierci ad ascoltare e riflettere davvero intorno ad una testimonianza che non deve mai andare perduta.

Riporto solo una breve traccia della conferenza. Un fermo immagine sulla storia più raccontata tra le tantissime storie della Shoah:

sabato 7 agosto 1943

Kitty è la bimba che sta di casa accanto a me: quando guardo fuori dalla mia finestra, se il tempo è bello, la vedo giocare in giardino. La domenica Kitty porta un abitino di velluto color vino. Gli altri giorni un vestito di cotone. Kitty ha i capelli colore di canapa, stretti in due treccine e gli occhi blu, chiari chiari. Kitty ha anche una mammina molto buona, ma non ha più il babbo. La sua mamma è una lavandaia: spesso è via durante il giorno, perchè va a lavorare fuori in diverse famiglie e la sera, quando torna, fa il bucato per loro: Sovente la vedo sbattere i tappeti o mettere i panni ad asciugare. Kitty ha una nidiata di fratellini e sorelline, ce n'è uno piccino piccino che quando la mamma dice "è ora di andare a letto", comincia a strillare e si attacca alle sottane della sua sorellona di undici anni.
Kitty possiede un gattino: è nero come un negretto e lei lo coccola molto. Tutte le sere, prima di andare a letto, si sente Kitty che lo chiama: - Micio...Micino...Kit...Kitty...- Ecco perchè Kitty è stata soprannominata così: chissà qual è il suo vero nome, ma sembra proprio un gattino anche lei.

Anne Frank - Racconti dell'alloggio segreto, Einaudi

Note:
Ogni pagina del celebre 'Diario' inizia proprio con ' Cara Kitty,'.
Anne Frank è morta nel campo di sterminio di Bergen-Belsen nel marzo 1945.
A lei e a tutte le vittime della Shoah sono dedicate la conferenza e questa pagina.
...

martedì 20 gennaio 2009

Lingue e dialetti in Italia, con il Prof. Franco Brevini

A differenza delle sorelle europee, la lingua italiana non si è naturalmente evoluta nel tempo a partire dal Volgare, ma s’ è quasi materializzata dal nulla in epoca moderna per permettere la diffusione di un’identità nazionale che superasse i confini ed i particolarismi regionali e locali, oltreché per ampliare i mercati disponibili al sistema economico (si pensi ad esempio alle possibilità di vendita di un libro scritto in dialetto veneziano e a quelle di una sua traduzione in Italiano).

Isolati e quindi impermeabili agli influssi reciproci, avevano dominato infatti, fino alla fine del ‘700, i dialetti e cioè fino a quando l’Accademia della Crusca formalizzò e quindi impose ai letterati una nuova lingua elaborata sulla base di quella usata dal Petrarca e da Dante (non si scelse infatti semplicemente di adottare il dialetto fiorentino come molti erroneamente ritengono!). Ciò significò soprattutto stilare un vocabolario ‘autorizzato’ al fine della scrittura letteraria. Tale elenco di parole, però, non comprendeva termini adatti a descrivere la quotidianità (cosa ovvia, visto che i testi dello Stil Novo scelti allo scopo non erano certo descrittivi di fatti e persone in contesti reali) e dunque la nuova lingua acquistò subito un che di pomposo e forzatamente aulico (l’inno di Mameli ci insegna qualcosa, ma anche i libretti d’Opera…). Per i primi scrittori dell’epoca non fu certo vita facile: basti ricordare che il Manzoni scrisse in due anni la prima versione dei Promessi Sposi e ce ne mise altri 16 per ‘correggere le bozze’ (‘sciacquar i panni in Arno’).

Per tutti gli autori che scelsero di scrivere in Italiano, questa evoluzione significò rinunciare all’autenticità di un linguaggio schietto, ricco e punteggiato da coloriture regionali. Le opere persero così immediatezza ed efficacia e rileggendo oggi testi dialettali poi tradotti dallo stesso autore, ci si trova a sorridere dei protagonisti che spesso ne escono ridicolizzati (come non sorridere di fronte a Violetta, donna di facili costumi, che parla come una nobildonna?). L’Italiano divenne dunque inevitabilmente la lingua per descrivere un mondo idealizzato, abitato da dame e cavalieri mossi da nobili sentimenti, sullo sfondo di una realtà solo accennata.
La letteratura che rimase dialettale (nelle antologie scolastiche ancora designata come ‘minore’) conservò invece il suo legame con il popolo, gli esclusi, la disperazione, i luoghi della terra e del lavoro, i sentimenti vissuti, l’erotismo, tutti temi che certo non avrebbero potuto essere trattati con eguale profondità dalla letteratura ‘alta’.
Il Prof. Brevini ci ha dunque accompagnato in un’emozionante esplorazione della poesia dialettale dal ‘600’ all’età contemporanea, viaggiando in tutto lo stivale grazie alla lettura – ma sarebbe meglio definirla performance attoriale – di brani scelti tra le opere degli autori più rappresentativi. Alcune pagine del Belli (autore Romano) e del Porta (milanese) ci hanno restituito la stessa idea dell’Italia popolana rassegnata e vinta delle canzoni di De André; non a caso, nella letteratura ‘popolare’, l’eroina è spesso una prostituta come le tante che popolano le canzoni dell’autore genovese - e forse il più grande pregio di De Andrè fu proprio quello di aver riportato alla luce l’autenticità della cultura poetica popolare in un linguaggio comprensibile a tutti: un linguaggio che gli consentì di parlare di amore e guerra (quella vera e non dei cavalieri senza macchia e paura) con la stessa forza che usarono i nostri poeti dialettali per dar voce agli ultimi e riscattare i vinti – altre pagine invece ci hanno emozionato e divertito, come quelle di Trilussa e persino Totò, con la sua ormai famosissima ‘A livella’.

In breve, l’Italiano odierno è un idioma assai giovane che, mentre muove i suoi primi passi, già si contamina dei tanti altri idiomi che percorrono la penisola grazie alla globalizzazione. Pensare di attuare politiche di salvaguardia dei dialetti è utopico e anacronistico, ma esplorare la nostra cultura popolare rappresenta un’opportunità imperdibile per comprendere meglio chi eravamo e come vivevano le generazioni che ci hanno preceduto.

La serata si è conclusa con un vivace dibattito ed alcune curiose rivelazioni…ma per saperne di più potete richiederci il DVD della serata!

MB

venerdì 12 dicembre 2008

Calendario 2009 - 1° Semestre

GENNAIO 15 (Categoria: Conferenza)
Tema: Letteratura
Titolo: Lingue e dialetti in Italia
Relatore: Prof. Franco Brevini - Docente Uni. Bergamo e IULM Milano, scrittore e giornalista

GENNAIO 24 (Categoria: Conferenza Musicale)*
Tema: Storia
Titolo: Shoah we-Shoah
Relatore: Matteo Corradini, ebraista

FEBBRAIO 12 (Categoria: Seminario)
Tema: Psicologia
Titolo: Le dinamiche della crisi di coppia
Relatore: Dott.ssa Lucia Portella - Psicologa

FEBBRAIO 26 (Categoria: Conferenza esperienziale)
Tema: Scienza
Titolo: Prego, si accomodi Mr. Feynman: c'è un sacco di spazio qua in fondo!
Relatore: Prof. Alberto Diaspro - Docente Uni Genova

MARZO 12 (Categoria: Conferenza)
Viaggi ed Esplorazioni
Titolo: Tibet. Viaggiatori nell'oriente ignoto
Relatore: Marco Vasta - esploratore

MARZO 26 (Categoria: Seminario)
Tema: Matematica
Titolo: Passione per Trilli. Alcune idee dalla matematica
Relatore: Prof. Roberto Lucchetti - Docente analisi matematica del Polimi

APRILE 16 (Categoria: Conferenza)**
Tema Performing Arts
Titolo: L'arte dello spettatore (Parte I): Percorsi della regia teatrale
Relatore: Elena Cantarelli - studiosa di regia teatrale
Titolo: L'arte dello spettatore (Parte II): L'attore nel cinema
Relatore: Mariapaola Pierini - studiosa di storia della recitazione

APRILE 30 (Categoria: Conferenza)
Tema: Fumetto
Titolo: Capitan Novara e altri supereroi, ovvero il fumetto italiano e i suoi generi
Relatore: Fabrizio de Fabriitis - illustratore e sceneggiatore

MAGGIO 14 (Categoria: Seminario esperienziale)
Tema: Antropologia
Titolo: I Nativi Americani e la cultura sciamanica
Relatore: Dott. Marco Massignan - studioso di sciamanesimo e culture orientali

MAGGIO 28 (Categoria: Conferenza)
Tema: Filosofia
Titolo: Felicità e lavoro
Relatore: Alberto Peretti - Counselor Filosofico

GIUGNO 11 (Categoria: Conferenza)
Tema: Scienza
Titolo: La scienza di Pinocchio
Relatore: Silvano Fuso - Segretario del CICAP Liguria

GIUGNO 25 (Categoria: Conferenza)
Tema: Letteratura
Titolo: Pubblicare libri ieri e oggi
Relatore: Prof. Alberto Cadioli - Docente Uni. Milano

* Eccezionalmente, questo evento avrà luogo di sabato presso il Teatro della Società di Mutuo Soccorso a Borgomanero, corso Roma 136 - a partire dalle ore 17.00

** inizio serata alle ore 20.00

continua...

venerdì 5 dicembre 2008

Cosa aspettarci dalle nanotecnologie

RECENSIONE:

L'ospite del 13 Novembre è stato il Prof. Pierluigi Civera, personalità di spicco nel campo della ricerca e dell’innovazione piemontese, esperto nel coniugare i due mondi della tecnologia d'avanguardia e dell'applicazione ingegneristica sul territorio, come testimoniano i vari progetti in cui è coinvolto - in particolare il chilab (http://ima.chilab.polito.it/) ed il neonato techfab (http://techfabmnt.it/).
Dopo la presentazione di un emozionatissimo ex-allievo, il professore ci ha guidato alla scoperta delle immense potenzialità delle nanotecnologie.
Ci ha spiegato che quello delle nanoscenze è un terreno di confine, un far-west conteso tra chimici, biochimici, fisici ed elettronici; ha esemplificato la nostra distanza dagli atomi con un'immagine: una persona che guardando la sua mano pretendesse di vederne gli atomi sarebbe come un'astronauta che dalla luna volesse vedere il figlioletto che gioca in giardino (forse ho un po' viaggiato di fantasia, ma il senso era questo).

Gigi Civera discorre amabilmente, evitando accuratamente i dettagli tecnici, ma lascando intendere che per lui quelli sono pane quotidiano.
Con le nanotecnologie è possibile introdurre senza pericoli nel corpo umano atomi di gadolinio, velenoso ma utile in medicina per la risonanza magnetica funzionale: basta nasconderli in gabbie di carbonio (fullerene), resistenti come il diamante e legate a molecole organiche per mimetizzarsi nell'organismo.
Le nanoparticelle hanno anche una grande valenza estetica: fanno sparire, riempiendo ogni fessura, le rughe dalla pelle e le righe dalle carrozzerie. I nano tubi poi, sono particelle lunghe, sottili, più resistenti e conduttive di qualsiasi metallo; ormai vengono prodotte in grandi quantità dai tecnologi orientali e si possono usare ad esempio per ridurre il tempo di asciugatura delle nuove vernici ad acqua (si scaldano molto bene con le microonde), o per realizzare particolari conduttivi estrudendole come si fa con la plastica.
Poi ci sono i piccoli miracoli quotidiani, come le nanoparticelle d'oro che col loro rosso intenso colorano gli stick dei test di gravidanza, i microchip sempre più potenti di computer e cellulari, gli hard disk sempre più piccoli ma spaziosi.

E a voi, leggendo sono venute in mente altre idee su come usare le nanotecnologie? O vi siete imbattuti in applicazioni delle natotecnologie che non sono state qui descritte? Commentate signori, commentate... tanto lo spazio in rete è sempre di più e costa sempre meno... grazie alle nanotecnologie naturalmente!