martedì 7 luglio 2009
Calendario 2009 - 2° semestre
Luglio 9 (Categoria: Conferenza)
Tema: Società
Titolo: La responsabilità sociale d'impresa tra Etica e Spiritualità
Relatore: Giuseppe Robiati - Presidente dell'ass. No profit EBBF
Settembre 25 (Categoria: Conferenza) *
Tema: Sociologia delle Organizzazioni
Titolo: Prede e Ragni: viaggio nella Complessità.
Relatore: Luca Comello - co-autore dell'omonimo libro.
Ottobre 8 (Categoria: Conferenza)
Tema: Economia
Titolo: L'eredità del Rinascimento: quale lezione per l'attuale congiuntura.
Relatore: Prof. Franco Rebuffo - Presidente di Alétheia
Ottobre 29 (Categoria: Conferenza spettacolo)
Tema: Letteratura
Titolo: Edgar Allan Poe. La Vertigine Perfetta
Relatore: Raul Montanari - Scrittore
Novembre 12 (Categoria: Conferenza)
Tema: Storia
Titolo: Fra' Dolcino: un eretico medievale e la setta degli Apostolici nella Valsesia del XIV secolo.
Relatore: Alberto Temporelli - studioso di storia religiosa e artistica locale.
* Per motivi organizzativi, questa conferenza avrà luogo di venerdì.
...
martedì 26 maggio 2009
I Nativi Americani e la cultura sciamanica, con Marco Massignan

"Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all'uomo, è l'uomo che appartiene alla terra. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Non è stato l'uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso."
In poche righe, tratte dal discorso di capo Seattle del 1850, è racchiusa la sapienza dei nativi americani, una cultura fatta di riti, credenze ed esperienza, da tramandare esattamente come il nome del clan di appartenenza, come l'arte della caccia al bufalo, fonte di sostentamento e protagonista di antichi riti. L'uomo, come i quattro elementi, è parte di un tutto che è Madre Terra; colei che dà la vita, la grande madre da rispettare, conoscere e venerare.
Abbiamo compiuto un viaggio magico, a cavallo di secoli e attraverso terre incontaminate, patria di tribù eterogenee ma legate dal profondo rapporto con la Natura, vista come insieme di elementi e fonte di vita. Abbiamo cercato di comprendere il significato di usanze e credenze ormai stereotipate e decontestualizzate, come la danza del sole, l'attribuzione di un nome Totem e il sapiente utilizzo di erbe curative e pratiche sciamaniche. Uno stimolo a ricercare il vero significato di gesti che purtroppo vanno perdendosi a causa di una cruenta repressione e di un processo di "occidentalizzazione forzata", che sono nati con la corsa all'oro nel mitico "far west".
Marco Massignan ha portato in Fandis la sua esperienza di studioso e conoscitore della cultura dei Nativi, raccontandoci di un mondo ormai lontano, riportandoci frammenti di storia e storie di una popolazione che ha avuto modo di incontrare durante i suoi viaggi e che quotidianamente mette a disposizione attraverso libri, corsi, conferenze e seminari.
Per chi volesse approfondire la tematica, molto materiale è reperibile sul sito http://www.marcomassignan.org/
In poche righe, tratte dal discorso di capo Seattle del 1850, è racchiusa la sapienza dei nativi americani, una cultura fatta di riti, credenze ed esperienza, da tramandare esattamente come il nome del clan di appartenenza, come l'arte della caccia al bufalo, fonte di sostentamento e protagonista di antichi riti. L'uomo, come i quattro elementi, è parte di un tutto che è Madre Terra; colei che dà la vita, la grande madre da rispettare, conoscere e venerare.
Abbiamo compiuto un viaggio magico, a cavallo di secoli e attraverso terre incontaminate, patria di tribù eterogenee ma legate dal profondo rapporto con la Natura, vista come insieme di elementi e fonte di vita. Abbiamo cercato di comprendere il significato di usanze e credenze ormai stereotipate e decontestualizzate, come la danza del sole, l'attribuzione di un nome Totem e il sapiente utilizzo di erbe curative e pratiche sciamaniche. Uno stimolo a ricercare il vero significato di gesti che purtroppo vanno perdendosi a causa di una cruenta repressione e di un processo di "occidentalizzazione forzata", che sono nati con la corsa all'oro nel mitico "far west".
Marco Massignan ha portato in Fandis la sua esperienza di studioso e conoscitore della cultura dei Nativi, raccontandoci di un mondo ormai lontano, riportandoci frammenti di storia e storie di una popolazione che ha avuto modo di incontrare durante i suoi viaggi e che quotidianamente mette a disposizione attraverso libri, corsi, conferenze e seminari.
Per chi volesse approfondire la tematica, molto materiale è reperibile sul sito http://www.marcomassignan.org/
Guardate anche l' ntervista a Marco Massignan realizzata al Convegno "La via della guarigione - Sapienza sciamanica e medicina moderna" organizzato dall’Associazione Culturale “Le vie dell’Anima", Milano Hotel Michelangelo, 8 giugno 2008
FC
mercoledì 6 maggio 2009
Capitan Novara e altri supereroi, ovvero il fumetto italiano e i suoi generi, con Fabrizio de Fabritiis e Chiara Mognetti
Forse non tutti sanno che tra le risaie della nostra provincia si aggira un mostro, o che un comune ragazzo ogni tanto indossa una tuta attillata e diventa Capitan Novara, paladino della città e difensore dei
deboli...come dire, anche il fumetto italiano ha scoperto il genere supereroistico, che contro ogni previsione di mercato sta reagendo molto bene anche all'arrivo di altri colleghi del Capitano, come Comandante Italia e Dottor Torino, l'ultimo nato della Emmetre Service. Con le sue tovagliette alimentari 'da leggere' , il 'Capitano' intrattiene infatti gli avventori di sempre più numerosi locali, conquistando schiere di fans, anche grazie alla pubblicazione di un apposito Magazine.Ma dalle matite (?) di Fabrizio de Fabritiis e dei suoi collaboratori non escono solo eroi dotati di super poteri. Sull'opposto versante della normale quotidianità, infatti, sta muovendo i primi passi nel mondo delle celebrità un giovane artigiano lombardo, un tipo come tanti con le difficoltà e le responsabilità di tutti i comuni mortali. Piace proprio per la sua semplicità, che permette un'immediata identificazione dei lettori, perchè si ritrovano nelle giornate di Filippo, scandite come sono dal lavoro e dagli impegni quotidiani.
Al momento purtroppo gli albi non sono distribuiti nelle fumetterie o nelle edicole e sono invece disponibili gratuitamente agli iscritti della Confartigianato dell'Alto milanese e presto anche nelle scuole, dove si spera di interessare le nuove generazioni di studenti al lavoro artigianale.
Il progetto editoriale è nato infatti dall'intuizione della Sig.ra Patrizia Lia sotto l'egida dell'istituzione locale lombarda che rappresenta la categoria, anzi le 50 categorie artigiane presenti sul territorio. Complimenti per la bella iniziativa!
MB
Grazie infine a Puntoradio per questa chicca:
L'arte dello spettatore, con le prof. Elena Cantarella e Mariapaola Pierini

Anno prezioso il 1947. Non solo il mondo tornava alla vita dopo un grande conflitto, ma si fondavano due pietre miliari nella storia delle Performing Arts: in Italia infatti Giorgio Strehler apriva il Piccolo Teatro, mentre in America nascevano gli Actor Studios.
Attraverso i racconti delle Professoresse Cantarella e Pierini abbiamo iniziato un percorso di educazione all’arte dello spettatore che prevede ulteriori tappe nel corso del prossimo anno.
Attraverso l’analisi degli stili di regia di Strehler e Ronconi è stata raccontata l’evoluzione della regia teatrale italiana, nata in ritardo rispetto alle altre consorelle europee, mentre il nostro breve viaggio nel cinema ci ha fornito alcuni utili elementi per una prima lettura degli stili attoriali e quindi per una valutazione consapevole dell’abilità recitativa degli attori (in particolare degli anni ’30-’50) del grande schermo.
Le relatrici hanno senz’altro suscitato interesse nel pubblico attento, che infatti ha proposto argomenti di approfondimento per prossime conferenze.
Attraverso i racconti delle Professoresse Cantarella e Pierini abbiamo iniziato un percorso di educazione all’arte dello spettatore che prevede ulteriori tappe nel corso del prossimo anno.
Attraverso l’analisi degli stili di regia di Strehler e Ronconi è stata raccontata l’evoluzione della regia teatrale italiana, nata in ritardo rispetto alle altre consorelle europee, mentre il nostro breve viaggio nel cinema ci ha fornito alcuni utili elementi per una prima lettura degli stili attoriali e quindi per una valutazione consapevole dell’abilità recitativa degli attori (in particolare degli anni ’30-’50) del grande schermo.
Le relatrici hanno senz’altro suscitato interesse nel pubblico attento, che infatti ha proposto argomenti di approfondimento per prossime conferenze.
venerdì 27 marzo 2009
Passione per Trilli. Alcune idee dalla matematica, con il Prof. Roberto Lucchetti
Esistono diversi tipi di matematica e quella del Prof. Lucchetti è del tipo che si applica alle Scienze Sociali.
In particolare, la Teoria dei Giochi che ha bene illustrato con esempi curiosi, si preoccupa di analizzare il comportamento razionale delle persone.
Eccone un assaggio:
Due criminali vengono accusati di aver compiuto una rapina. Gli investigatori li arrestano entrambi e li chiudono in due celle diverse impedendo loro di comunicare. A ognuno di loro vengono date due scelte: confessare l'accaduto, oppure non confessare. Viene inoltre spiegato loro che:a) se solo uno dei due confessa, chi ha confessato evita la pena; l'altro viene però condannato a 7 anni di carcere.b) se entrambi confessano, vengono entrambi condannati a 6 anni.c) se nessuno dei due confessa, entrambi vengono condannati a 1 anno.I due prigionieri coopereranno per ridurre al minimo la condanna di entrambi o uno dei due tradirà l'altro per minimizzare la propria?
Quello che vi ho citato è un famoso paradosso. Si chiama "Il dilemma del prigioniero" ed è un gioco matematico proposto negli anni '50 da Albert Tucker.
La soluzione al gioco è che i prigionieri cercheranno di 'massimizzare la propria utilità' e finiranno entrambi per confessare. Confessando, infatti, ciascuno di loro sa che, comunque vada, non avrà il massimo della pena, mentre potrebbe addirittura evitarla.
Il dilemma in sè può descrivere altrettanto bene la corsa agli armamenti, proprio degli anni '50, da parte di USA e URSS (i due prigionieri) durante la guerra fredda.
MB
In particolare, la Teoria dei Giochi che ha bene illustrato con esempi curiosi, si preoccupa di analizzare il comportamento razionale delle persone.

Eccone un assaggio:
Due criminali vengono accusati di aver compiuto una rapina. Gli investigatori li arrestano entrambi e li chiudono in due celle diverse impedendo loro di comunicare. A ognuno di loro vengono date due scelte: confessare l'accaduto, oppure non confessare. Viene inoltre spiegato loro che:a) se solo uno dei due confessa, chi ha confessato evita la pena; l'altro viene però condannato a 7 anni di carcere.b) se entrambi confessano, vengono entrambi condannati a 6 anni.c) se nessuno dei due confessa, entrambi vengono condannati a 1 anno.I due prigionieri coopereranno per ridurre al minimo la condanna di entrambi o uno dei due tradirà l'altro per minimizzare la propria?
Quello che vi ho citato è un famoso paradosso. Si chiama "Il dilemma del prigioniero" ed è un gioco matematico proposto negli anni '50 da Albert Tucker.
La soluzione al gioco è che i prigionieri cercheranno di 'massimizzare la propria utilità' e finiranno entrambi per confessare. Confessando, infatti, ciascuno di loro sa che, comunque vada, non avrà il massimo della pena, mentre potrebbe addirittura evitarla.
Il dilemma in sè può descrivere altrettanto bene la corsa agli armamenti, proprio degli anni '50, da parte di USA e URSS (i due prigionieri) durante la guerra fredda.
MB
Etichette:
matematica,
paradosso,
scienze sociali
venerdì 20 marzo 2009
Tibet. Viaggiatori nell'Oriente ignoto, con Marco Vasta


Marco Vasta ha presentato il libro "VIAGGIATORI NELL’ORIENTE IGNOTO” ( 144 pagine, 85 fotografie colori, edizioni FBE 2007, fotografie di Stefano Pensotti). Si tratta di un libro fotografico sulle regioni del Tibet orientale che Stefano Pensotti ha ripetutamente attraversato in questi dieci anni riportando immagini di un mondo che, ahimé, scomparirà nel giro di una generazione.
Un labirinto di valli e catene montuose intersecate da profonde gole alpine caratterizza il Tibet più abitato e meno conosciuto: è il Tibet orientale, ricco di tradizioni, abitato da genti nomadi e guerriere, rese famose dagli scritti di quei pochi viaggiatori che nei primi anni del '900 attraversarono quelle terre per avventura, per passione della scienza, per conoscere un mondo pericoloso e avvolto nel mistero.
Fra queste valli è stata scritta l’ultima gloriosa pagina dell’impero tibetano quando i bellicosi e indomiti Khampa, i nGolok considerati feroci predoni, gli Amdowa allevatori di yak ed ovini, si opposero strenuamente all’esercito cinese. Gli autori sono oggi in Italia tra i più qualificati conoscitori di quelle terre lontane, hanno viaggiato sapendosi commuovere per la triste e terribile vicenda del Tibet, una terra magica che ancora preserva, nonostante tutto, uno scrigno di cultura umana che dovrebbe essere un “patrimonio dell’umanità”.
Questo volume, come il precedente "Ladakh", va a beneficio di una organizzazione umanitaria: la vendita è a favore della Landom Model High School in Zanskar sostenuta in Italia da AaZ onlus.
AaZ intende promuovere l’accesso all’istruzione, in particolare dei giovani, nel rispetto delle pari opportunità fra uomo e donna, senza alcuna distinzione politica o religiosa. In Zanskar favorisce la cultura locale, aiutando ragazze e ragazzi a comprendere il passaggio dalla economia di baratto alla globalizzazione, che ormai sta toccando anche le più remote valli Himalayane.
Per approfondimenti sulle attività di Marco Vasta clicca qui.
Un labirinto di valli e catene montuose intersecate da profonde gole alpine caratterizza il Tibet più abitato e meno conosciuto: è il Tibet orientale, ricco di tradizioni, abitato da genti nomadi e guerriere, rese famose dagli scritti di quei pochi viaggiatori che nei primi anni del '900 attraversarono quelle terre per avventura, per passione della scienza, per conoscere un mondo pericoloso e avvolto nel mistero.
Fra queste valli è stata scritta l’ultima gloriosa pagina dell’impero tibetano quando i bellicosi e indomiti Khampa, i nGolok considerati feroci predoni, gli Amdowa allevatori di yak ed ovini, si opposero strenuamente all’esercito cinese. Gli autori sono oggi in Italia tra i più qualificati conoscitori di quelle terre lontane, hanno viaggiato sapendosi commuovere per la triste e terribile vicenda del Tibet, una terra magica che ancora preserva, nonostante tutto, uno scrigno di cultura umana che dovrebbe essere un “patrimonio dell’umanità”.
Questo volume, come il precedente "Ladakh", va a beneficio di una organizzazione umanitaria: la vendita è a favore della Landom Model High School in Zanskar sostenuta in Italia da AaZ onlus.
AaZ intende promuovere l’accesso all’istruzione, in particolare dei giovani, nel rispetto delle pari opportunità fra uomo e donna, senza alcuna distinzione politica o religiosa. In Zanskar favorisce la cultura locale, aiutando ragazze e ragazzi a comprendere il passaggio dalla economia di baratto alla globalizzazione, che ormai sta toccando anche le più remote valli Himalayane.
Per approfondimenti sulle attività di Marco Vasta clicca qui.
Per sostenere i bambini in Tibet e la loro scuola, anche attraverso adozioni a distanza, clicca invece qui.
MB
giovedì 19 marzo 2009
Prego Mr. Feynman: c'è un sacco di spazio qua in fondo! con il Prof. Alberto Diaspro

“ Ho un amico artista e non sempre sono d’accordo con le sue opinioni: magari prende in mano un fiore e dice: ‘Guarda come è bello! ‘ e sono d’accordo. Poi aggiunge: ‘ Io, in quanto artista, riesco a vedere com’è bello un fiore. Voialtri scienziati lo fate a pezzi e diventa noioso ‘. E io penso che sragioni.
Prima di tutto la bellezza che vede lui è a disposizione di tutti gli altri – anche mia. Forse non avrò la sua estetica raffinata, ma so apprezzare la bellezza di un fiore. Per di più vedo nel fiore qualcosa, anzi molto, che lui non riesce a vedere: posso immaginare le cellule, anch’esse con una loro bellezza. La bellezza non si ferma alla dimensione dei centimetri, ma si trova anche su scale più piccole.
Pensate alle azioni complesse delle cellule e ad altri processi. Il fatto che i colori del fiore si siano evoluti per richiamare gli insetti impollinatori, per esempio, è interessante: significa che gli insetti vedono i colori. E viene da chiedersi: possiamo ritrovare il senso estetico dell’uomo anche in forme inferiori di vita? Molte domande affascinanti nascono dal sapere scientifico: questo può soltanto accrescere il senso di meraviglia, di mistero, di rispetto che si prova davanti a un fiore. Accrescere soltanto. Non capisco come e cosa potrebbe diminuire.”
Con la lettura di queste riflessioni di Feynman, che già nel 1959 ipotizzò l’avvento delle Nanotecnologie, il Prof. Diaspro ha introdotto uno degli scienziati più visionari ed eclettici del XX secolo. Feynman colpisce infatti per la sua capacità di descrivere oggetti e tecnologie inimmaginabili alla sua epoca, come se realmente avesse potuto ‘vederli’ nella sua mente. Cose che evidentemente poteva invece solo intuire. Come sia giunto a tali mirabolanti intuizioni non ci è noto, ma possiamo ragionevolmente ritenere che l’ampiezza e la trasversalità delle sue conoscenze scientifiche, tipico delle menti eclettiche, gli permise di ‘incrociare’ informazioni altrimenti isolate e di trarne conclusioni nuove ed inusuali. Feynman fu quindi soprattutto uomo e scienziato ‘rinascimentale’ e questa sua peculiarità, che lo rese profeta di una nuova scienza di cui potè però seguire solo i primi passi – morì infatti nel 1988 – è racchiusa nella famosa orazione che tenne al CALTECH nel ’59 e di cui abbiamo ascoltato alcuni brani dalla voce dell’attrice Alice Salvoldi.
Prima di tutto la bellezza che vede lui è a disposizione di tutti gli altri – anche mia. Forse non avrò la sua estetica raffinata, ma so apprezzare la bellezza di un fiore. Per di più vedo nel fiore qualcosa, anzi molto, che lui non riesce a vedere: posso immaginare le cellule, anch’esse con una loro bellezza. La bellezza non si ferma alla dimensione dei centimetri, ma si trova anche su scale più piccole.
Pensate alle azioni complesse delle cellule e ad altri processi. Il fatto che i colori del fiore si siano evoluti per richiamare gli insetti impollinatori, per esempio, è interessante: significa che gli insetti vedono i colori. E viene da chiedersi: possiamo ritrovare il senso estetico dell’uomo anche in forme inferiori di vita? Molte domande affascinanti nascono dal sapere scientifico: questo può soltanto accrescere il senso di meraviglia, di mistero, di rispetto che si prova davanti a un fiore. Accrescere soltanto. Non capisco come e cosa potrebbe diminuire.”
Con la lettura di queste riflessioni di Feynman, che già nel 1959 ipotizzò l’avvento delle Nanotecnologie, il Prof. Diaspro ha introdotto uno degli scienziati più visionari ed eclettici del XX secolo. Feynman colpisce infatti per la sua capacità di descrivere oggetti e tecnologie inimmaginabili alla sua epoca, come se realmente avesse potuto ‘vederli’ nella sua mente. Cose che evidentemente poteva invece solo intuire. Come sia giunto a tali mirabolanti intuizioni non ci è noto, ma possiamo ragionevolmente ritenere che l’ampiezza e la trasversalità delle sue conoscenze scientifiche, tipico delle menti eclettiche, gli permise di ‘incrociare’ informazioni altrimenti isolate e di trarne conclusioni nuove ed inusuali. Feynman fu quindi soprattutto uomo e scienziato ‘rinascimentale’ e questa sua peculiarità, che lo rese profeta di una nuova scienza di cui potè però seguire solo i primi passi – morì infatti nel 1988 – è racchiusa nella famosa orazione che tenne al CALTECH nel ’59 e di cui abbiamo ascoltato alcuni brani dalla voce dell’attrice Alice Salvoldi.
Tra le altre cose, Feynman parla di un utilizzo terapeutico delle ‘nanocose’: “ […] Si mette il chirurgo meccanico nel vaso sanguigno e questi, seguendo la corrente, arriva al cuore e si guarda attorno (naturalmente l’informazione deve essere trasferita all’esterno). Scopre qual è la valvola difettosa e con un piccolo bisturi opera. Altre piccole macchine potrebbero essere inserite in modo permanente nel corpo per aiutare qualche organo che non funziona bene.” E ancora: “ Quante volte, lavorando su un oggetto insopportabilmente piccolo come l’orologio da polso di vostra moglie, vi siete detti: ‘ Se solo potessi addestrare una formica a farlo! ‘. Il mio suggerimento potrebbe essere di addestrare una formica ad addestrare un acaro a farlo.”
Follia? Possiamo certamente immaginare che per molti presenti all'orazione non fu facile credere alle visioni di Feynman. Oggi invece, dopo le scoperte che negli anni si sono succedute nel campo della biologia e della genetica, siamo in grado, per esempio, di ‘programmare’ delle cellule a curare altre cellule.
E non solo. La Stampa, mercoledì 21 gennaio 2009 pubblica: “ E’ stato realizzato a Parigi un nanorobot il cui spessore è simile a quello di due o tre capelli, che dovrebbe viaggiare nelle arterie e giungere fino al cervello e verificare l’esistenza di eventuali anomalie. Lo ha realizzato un’equipe dell’università di Clayton, in Australia [analoghi oggetti sono stati realizzati anche nei laboratori dell’Unversità di Tel Aviv N.d. R.]. Il meccanismo, del diametro di 250 nanometri, sarà dotato di un minuscolo motore in grado di fargli risalire la corrente sanguigna. Il primo esperimento, quando sarà fatto, prevede l’inserimento dal collo.” Più avanti commenta il Prof. Masserini, professore a Milano-Bicocca: “ Al momento parliamo di nanosommergibili in grado di trasportare medicine, ma stiamo già pensando a mezzi in grado di avere delle ‘attrezzature’ che possano riparare cellule o intervenire per realizzare interventi di nano chirurgia..”
Sembra proprio che il sogno di Feynman (formulato ben 50 anni fa) stia diventando una stupefacente realtà.
MB
Etichette:
contaminazione dei saperi,
eclettismo,
nanotecnologie,
progresso,
scienza
Iscriviti a:
Post (Atom)